FAO: OGNI CINQUE SECONDI UN BAMBINO MUORE DI FAME
comunicati e paroloni
ma nessuno ascolta nessuno interagisce nessuno vuole risultati. Tutto è finito…l’epilogo di un fallimento annunciato.



L’evento si chiama "Io Bevo Espresso 2009" e 11 aziende del caffè in tutta Italia aprono le porte ai consumatori
Domenica 22 novembre arriva "Io Bevo Espresso 2009", la giornata organizzata dall'Istituto Nazionale Espresso Italiano per fare scoprire ai consumatori il mondo del del caffè dal lato della produzione. In tutta Italia diverse torrefazioni associate all'Istituto apriranno gratuitamente le porte ai visitatori per condurli in visite guidate e insegnargli come si assaggia il caffè e come si riconosce quello di qualità.
"Il successo registrato da Espresso Italiano Day lo scorso mese di aprile ha confermato che il consumatore è maturo per apprezzare il caffè del bar nello stesso modo in cui apprezza l'altra alta enogastronomia italiana - ha dichiarato Luigi Odello, segretario generale dell'Istituto Nazionale Espresso Italiano - Con questa iniziativa vogliamo portarlo sui luoghi di produzione perché possa rendersi conto dell'arte e della scienza che stanno dietro alla creazione di una miscela di caffè".
"Entrare in una torrefazione non è cosa da tutti i giorni e per i nostri associati si tratta di un impegno notevole - ha continuato Odello - Siamo comunque convinti che questa sia la via giusta per generare un nuovo movimento di opinione, competente e appassionato".
Di seguito, suddivise per provincia, le aziende aperte ai visitatori (solo su prenotazione,):
- Alessandria: Torrefazione Saturno;
- Bologna: Essse Caffè;
- Como: Milani;
- Ferrara: Torrefazione Caffè Krifi;
- Firenze: Caffè Mokarico;
- Firenze: Jolly Caffè;
- Napoli: Caffen;
- Salerno: Trucillo;
- Savona: La Genovese;
- Torino: Costadoro;
- Trapani: Zicaffè.
Il programma e tutti i dettagli a www.espressoitaliano.org
Chi è l’Istituto Nazionale Espresso Italiano
L’Istituto Nazionale Espresso Italiano, di cui fanno parte torrefattori, costruttori di macchine e macinadosatori e altri sodalizi che volgono la loro attenzione all’espresso di qualità, oggi conta 40 associati con un fatturato aggregato di circa 650 milioni di euro.
La nostra conoscenza e il nostro impegno è sicuramente ed estremamente limitato. Parliamoci chiaro e non facciamo i sordi, vogliamo realmente iniziare a riconoscere certe realtà sociali flagranti, e cercare la comprensione alle loro cause o alle possibili soluzioni?. Per molti, l’impegno sociale si riduce semplicemente ad alcune azioni caritatevoli e benevoli. Per altri, ispirati dal sacrificio e da una vena intimistica e religiosa si colpevolizzano e si rendono responsabili per il dramma “Terzo Mondo”, pensando di risolvere non mangiando carne o con digiuni del momento, gesti senza dubbi personali e che possono avere anche un significato personale, ma i loro effetti reali sulla crisi mondiale sono trascurabili. Se milioni di poveri muoiono di fame nel Terzo Mondo, è anche per mancanza di nutrimento, ma anche perché da certi luoghi l’uomo benestante non trae benefici da ricavarne, quindi l’abbandono, come se fossero mondi a noi alieni.
Finché sarà possibile arricchirsi fabbricando armi o devastando l’ambiente, qualcuno lo farà, malgrado gli appelli morali alla buona volontà.
Il dramma è che certe persone coscienziose rifiutano di prendere parte a questa vergognosa piaga, ma dietro l’angolo molti altri spingeranno per prendere il loro posto.
BIOLIFE 09: A BOLZANO FIERA DEL PRODOTTO BIOLOGICO
Da 20 al 22 Novembre torna a Bolzano la sesta edizione della fiera dedicata all’agricoltura bios, all’ambiente ed al benessere
La realtà dei nostri giorni evidenzia l’importanza di iniziative orientate a migliorare la condizione dell’uomo ed a bilanciare il suo rapporto con l’ambiente. In questo contesto si inserisce BIOLIFE, una manifestazione dedicata all’agricoltura biologica che mira a diffondere la cultura della vita e dello sviluppo sostenibile supportando quanti si impegnano per tale obiettivo. Nel corso della propria storia, BIOLIFE ha raccolto l’attenzione ed il consenso delle grandi associazioni del settore. La collaborazione con AIAB, Bioland e BIO AUSTRIA ha supportato BIOLIFE nel proprio sviluppo e costituisce oggi, alla sesta edizione della manifestazione, una forte spinta propulsiva.
L’edizione 2009 di BIOLIFE ha previsto forti iniziative finalizzate ad aumentare il successo della manifestazione, sia in termini di pubblico che di operatori. Gli orari di apertura sono dalle ore 9,30 alle 18,00.
Consumatori - L’edizione 2009 di BIOLIFE verrà svolta in concomitanza alla Fiera Internazionale d’Autunno, manifestazione che ha contato nel 2008 ca. 50.000 visitatori. Pur rimanendo separate e chiaramente identificabili sotto ogni profilo, l’esistenza di un biglietto unico di accesso ai 2 eventi comporterà un aumento sensibile di presenze. Inoltre, il primo giorno di BIOLIFE prevede l’accesso gratuito.
Operatori - Oltre alle consuete iniziative di comunicazione verso gli operatori, BIOLIFE ha avviato iniziative di sensibilizzazione ed avvicinamento dei ristoratori, albergatori e cuochi altoatesini. Tale progetto, partito nel febbraio 2009, prevede il contatto della clientela, incontri di approfondimento e la possibilità di scoprire e provare prodotti significativi dell’eccellenza regionale italiana, solo biologica certificata.
Previsti anche alcuni eventi di interesse:
FORUM OGM FREE: Visto il successo della prima edizione, BIOLIFE continua il forum dedicato al tema OGM-free rapportato ai regolamenti europei sulla certificazione biologica, che metterà a confronto i responsabili di AIAB, BIOLAND e BIO AUSTRIA.
La ristorazione di BIOLIFE: Consueta e molto apprezzata iniziativa di BIOLIFE è quella di offrire al pubblico una ristorazione con solo prodotto biologico, organizzata grazie all’esperienza di uno tra i più rappresentativi produttori ed agriturismi biologici altoatesini (BIOS).
Congresso Associazione Cuochi Alto Adige: A margine di BIOLIFE 2009, i membri dell’Associazione Cuochi Alto Adige (SKV) terranno il proprio incontro annuale con spazi tematici dedicati al biologico.
Per ulteriori informazioni: www.biolife.bz
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ALIMENTARE:SPAGNA; FUNGO-CLIMA MINACCE PROSCIUTTO PATA NEGRA |
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(ANSA) - ------------------------------------------------------------------------------------ Secondo quanto rivelato dall'Australian Koala Foundation, la popolazione dei koala selvatici del continente australiano oscilla tra i 43 mila e gli 80 mila esemplari, ben al di sotto dei 100mila stimati in precedenza, e ciò comporta il rischio che questi animaletti possano estinguersi in 30 anni. "Ovunque si guardi, mancano koala", dice la direttrice esecutiva della fondazione Deborah Tabart. "Non ci sono più alberi. Se continueremo ad abbatterli, non rimarrà alcun koala". Tabart e i suoi ricercatori sono a Canberra per fare pressione sui funzionari del governo, affinché inseriscano il koala tra le specie a rischio e garantiscano una maggiore protezione al suo habitat. Gli scienziati, infatti, sostengono che la parte arida dell'Australia stia subendo più duramente gli effetti La fondazione per i koala -- spiega Tabart -- ha raccolto dati (sulla loro popolazione) da 1.800 campi e da 80mila alberi di un tipo particolare, in modo da poter tenere un registro. Ma in un'area del Queensland settentrionale in cui 10 anni fa vivevano circa 20 mila koala, un team di otto ricercatori non è riuscito a trovarne nemmeno un esemplare in quattro giorni di ricerche. I koala vivono nelle foreste di eucalipto, nella parte orientale e meridionale Il Threatened Species Scientific Committee del governo nel 2006 aveva respinto le richieste di includere anche i koala tra le specie in pericolo, sostenendo che (in Il comitato pubblicherà le sue raccomandazioni a metà 2010. http://it.reuters.com/ |
Quando voglio risintonizzare il mio essere ed entrare in frequenza con un ambiente che mi da pace,mi avvolge, me ne vado nei boschi.
Quando ci cammino sento l’ armonia degli elementi espandersi nel mare della mia anima.
I passi sono i miei e mi portano in un viaggio di respiri e profumi.
Il contatto è risveglio è vibrazione in sintonia con gli elementi… cammino senza sosta, i canali del cuore e della mente trovano pace lungo un percorso di adrenalinico coinvolgimento emotivo.
frutti di bosco affogati in aromatica grappa
Ingredienti
Per 4 persone
1 cucchiaio di zucchero
4 cucchiaini di limoncello di sorrento
4 cucchiaini di succo di arancia
2 bicchierini di grappa di moscato
Mettete in una ampia coppa di cristallo i frutti mettete i liquidi e agitare delicatamnte
Imperia dal 27 al 29 novembre 2009
Scoprire la storia e la cultura attraverso uno degli ingredienti che più ci contraddistingue nel mondo:l’olio di oliva.
Il centro di Imperia diventa palcoscenico di una serie di eventi legati all’olio nuovo,al pane e ai prodotti tipici della Riviera Ligure.
Ho passato la domenica ( a Roma uggioso…assai!!!) ad ascoltare musica e in particolare
Berlin di Lou Reed... crudo, vibrante, teso, malato e incommensurabilmente meraviglioso...
Un sunto della bella recensione di Stefania Zonarelli-Onda Rock-
Con questo album tematico, "scritto dagli adulti per gli adulti", che si rivelerà un'ulteriore tappa lungo la strada che contribuì a portare la musica rock dalla sub-cultura adolescenziale a un linguaggio più colto, il così detto "rock intellettuale", Lou Reed crea un'opera che scava a fondo nella sua anima, di artista e di uomo, ed è un'amara presa di coscienza di un fallimento personale, e forse per diversi aspetti generazionale, trattando, senza metafore, in una spietata analisi, temi come l'idealizzazione dei rapporti con gli altri con l'inevitabile disillusione, l'immaturità, la violenza, la nevrosi, la tossicodipendenza, parlando di odio e amore, tradimento, perdita, rinuncia, sconfitta. Abbandonato il ruolo di osservatore voyeuristico, che sino ad ora ha caratterizzato i suoi testi, Lou Reed ha il coraggio, e forse la necessità, di raccontarsi in prima persona - la genialità di quest'opera è proprio nel modo in cui è raccontata: apparentemente l'unico io narrante è Jim, mentre in realtà il ruolo del narratore è schizofrenico, si alterna, si mischia, si sovrappone fra i personaggi e il se stesso personaggio pubblico, anche se i confini fra di loro sono molto sfumati e probabilmente dietro a ognuno di loro si cela sempre l'autore. Usando un linguaggio spietatamente diretto, crea il suo lavoro più autobiografico in assoluto, sinceramente autentico; canzone dopo canzone; velo dopo velo si denuda, mostrandoci, senza pudori, il suo vero volto e la sua vera anima, con tutti i suoi demoni e le sue paure.
Il coinvolgimento è totale e, improvvisamente, senza volerlo, come in una specie di osmosi, ci ritroviamo a essere Jim, a essere Caroline, a essere Lou; i suoi drammi, le sue paure, le sue fragilità, le sue bassezze, le sue meschinità, le sue incertezze sono le nostre, e ci costringe a scavare nelle nostre coscienze, effettuando a nostra volta una autoanalisi spietata, perché in fondo ognuno di noi potrebbe essere, umanamente, come uno dei protagonisti.
Storia d'amore sadomasochista, tristemente nichilista, realisticamente senza speranza, ambientata non più nella sua New York ma a Berlino, scelta come città simbolo della divisione e della decadenza, con sottili riferimenti a Brecht e Weill; commovente senza con questo scadere mai nel patetico e senza scendere a compromessi, freddamente realista, di forte impatto emotivo, con questo autentico capolavoro, con il quale raggiunge la sua massima ispirazione, forse il suo più vero e intenso, questo straordinario artista riesce, in una manciata di canzoni, a farci comprendere appieno la personalità complessa e contorta dei due protagonisti, Jim e Caroline, una coppia di tossici americani trapiantati a Berlino, dove conducono una vita misera e degradata che, inevitabilmente, sfocerà nella tragedia.
Per delinearne il carattere e raccontarci gli avvenimenti, Reed si affida, molto cinematograficamente - l'album, infatti, fu definito come "a film for the ear"- ai dialoghi e ai monologhi interiori, e intesse una sottile relazione fra gli umori dei personaggi e gli oggetti che li circondano: con poche e precise pennellate ci permette di immergerci nei luoghi e nelle atmosfere e di condividere le loro emozioni; ogni canzone è un flash su una situazione e uno stato d'animo.
Nella prima traccia - "Berlin" - la sensazione che percepiamo è di rimpianto per qualcosa di meraviglioso che è andato perduto, distrutto per sempre, e l'accompagnamento musicale del solo pianoforte rende, se possibile ancora più palpabile, un tono greve di acuta malinconia.
"Lady Day", un chiaro riferimento alla sfortunata cantante jazz Billie Holiday, morta prematuramente per abuso di droghe e alcol, la cui figura è utilizzata, metaforicamente, in relazione alla protagonista Caroline, facendo già presagire il tragico epilogo della vicenda.
"Men Of Good Fortune" è un'amara riflessione sull'influenza che la ricchezza e la povertà esercitano sul comportamento degli esseri umani "Men of good fortune often wish that they could die. While men of poor beginnings want what they have and to get it they'll die".
In "Caroline Says Part 1" conosciamo, attraverso il resoconto in forma indiretta del narratore, le parole della protagonista, nella quale possiamo riconoscere, con la definizione "Germanic Queen", il prototipo di molte delle figure femminili che hanno rivestito un ruolo importante nella vita di Lou Reed: dalla madre, con la quale aveva sempre avuto un rapporto conflittuale, ad alcune delle sue compagne, glaciali, inflessibili, che dovevano mostrare un'umiliante superiorità nei confronti del maschio.
In "How Do You Think If Feels", il brano più autobiografico di tutto l'album, ciò che più ci colpisce è la sua paura di dormire - retaggio probabilmente della serie di elettroshock (all'epoca una terapia molto utilizzata) cui i suoi genitori lo obbligarono a sottoporsi da adolescente, per essere "curato dall'omosessualità" - e dove, tristemente, pone alla sua donna una serie di domande retoriche, da cui sa già che non otterrà risposta essendo certo di non essere capito e anzi, molto probabilmente, la ritiene responsabile del proprio stato d'animo. Questa sorta di morbosa autoanalisi prosegue con "Oh Jim", brano nel quale si attribuisce, sia come artista sia come uomo, alcuni tratti tutt'altro che esaltanti, tracciando un bilancio fortemente negativo della propria vita e con "Caroline Says Part 2", la cui la protagonista, la "Gelida Alaska" - che possiamo anche interpretare come una duplice proiezione di se stesso, imputato e accusatore, vittima e aguzzino - rivolge a Jim delle terribili accuse e in cui la morte già si affaccia in modo inquietante "it so cold in Alaska".
Il brano "The Kids", così straziante, se non altro per il pianto dei bambini, ci descrive la squallida situazione familiare in cui vive la coppia, e il risentimento di Jim nei confronti di Caroline è totale e senza rimorso - tanto da essere felice che le siano stati portati via i bambini senza minimamente preoccuparsi di loro - anche se non capiamo, sino a che punto, le accuse verso la propria compagna siano fondate.
In "The Bed" l'irreparabile è già avvenuto e quando tutto il rancore accumulato sembra essersi stemperato con il suicidio di Caroline, Jim prova una struggente nostalgia per il passato, anche se velata da una sorta di ambigua indifferenza e, in un'atmosfera sognante, quasi spettrale, come un cronista, ci ricorda la persona scomparsa attraverso la descrizione dei luoghi ed elencando, in un pietoso inventario, gli oggetti che le erano appartenuti. Il parallelo fra il suicidio di Caroline e il tentativo di suicidio, realmente avvenuto durante la lavorazione dell'album della moglie di Reed che si tagliò le vene, è agghiacciante, anche se, a differenza del personaggio, sua moglie fortunatamente sopravvisse.
L'album si chiude con quel capolavoro musicale che è la classicheggiante "Sad Song", cinico epitaffio con cui Reed si autoassolve, alleggerendosi la coscienza dal peso di poter essere responsabile del suicidio della sua compagna ("I'm gonna stop wasting time, somebody else would have broken both of her arms"). Con queste liriche Lou Reed si merita un posto di prestigio nella poesia americana della seconda metà del '
Gli arrangiamenti, curati da Bob Ezrin, con la collaborazione di Alan MacMillan, spaziano dal jazz alla classica, dal rock melodico alla musica pop, sono lontani dalle consuete sonorità rock, non hanno nulla della genialità dei suoni audacemente sperimentati dai Velvet Undergound (possiamo solo immaginare come sarebbero stati "curati" da john Cale) ), ma sono comunque sempre in sintonia ed interagiscono magistralmente con le liriche. Per creare la perfetta colonna sonora di questo "film for the ear", Ezrin si avvale di musicisti eccezionali, per Lou Reed la migliore band dai tempi dei Velvet Underground, su tutti i due chitarristi, portati dallo stesso Ezrin, Steve Hunter e Dick Wagner, che affiancheranno Lou nel tour "Rock'n Roll Animal" (che sarà poi pubblicato come l'album live previsto nel contratto), ma anche i fratelli Becker ai fiati, Jack Bruce al basso - che, affascinato dalle liriche e totalmente coinvolto dall'opera curerà particolarmente il suo lavoro - Alan MacMillan al pianoforte, Steve Winwood alle tastiere.
Perfetto l'inizio con "Berlin" (brano anticipato nel concerto del 1972 al Bataclan di Parigi con John Cale al pianoforte) i cui suoni indistinti e le voci deformate che intonano un "Happy Birthay" distorto e filtrato, lasciano subito il posto al solo pianoforte, il cui suono richiama alla mente l'atmosfera decadente di un fumoso cafè-concerto berlinese anni Venti - due decisi affondi di pianoforte scandiscono l'attacco di "Lady Day", pezzo in cui la voce di Lou Reed è forte e potente, per poi passare al cadenzato "Men Of Good Fortune", in cui una bellissima linea di basso fa da contraltare alla voce. "Caroline Says pt.1" è una canzone con una melodia quasi pop, con il rituale sottofondo di coretti, cui fa seguito l'unico pezzo veramente rock dell'album "How Do You Think it Feels", con batteria incalzante e suono metallico di chitarre elettriche. Inizia con una musica quasi pop "Oh, Jim", rielaborazione di un vecchio pezzo scritto con i Velvet Underground, per poi variare improvvisamente registro, trasformandosi in una tirata composizione acustica suonata dallo stesso Reed (come del resto tutte le parti acustiche dell'album) e la cui voce è virata con un leggero effetto eco. "Caroline Says pt.2" è un bellissimo brano melodico.
Chitarre acustiche anche per i due pezzi successivi: "The Kids", brano doloroso con un quasi anacronistico suono flautato che fa da sottofondo al pianto dei bambini e cantato da Lou Reed con una leggerezza incredibile, e "The Bed", molto dolce e onirico, una delle sue interpretazioni più intense ed emozionanti.
Poi la musica perde quasi la sua struttura coerente, come la colonna sonora di un film, le voci del coro si distorcono e da questa nebbia emergono, dolcissime, le prime note di "Sad Song", musica celestiale, l'arcobaleno dopo la tempesta, melodia meravigliosa quasi operistica, che chiude l'album.
Il tutto reci-cantato da Lou Reed, la cui voce disperata, rabbiosa, sofferente, ipnotica, seducente, sognante è sempre molto emotiva e carica di suggestione.
Settecento persone hanno posato all’inizio di ottobre completamente nudi fra le vigne della Borgogna per il fotografo americano Spencer Tunick. Ad organizzare l’evento è stata Greenpeace per protestare contro i mutamenti del clima e i danni della viticoltura.
Ecco l’articolo tratto dal loro sito
L’artista americano Spencer Tunick rinnova la propria collaborazione con Greenpeace e sarà questa volta in Francia per allestire una delle sue installazioni “senza veli” per mobilitare l’opinione pubblica sulla gravità dei cambiamenti climatici. L’evento, cui si può partecipare solo nudi, si svolgerà il 3 e 4 ottobre 2009 presso una casa vinicola nel sud della Borgogna, dove gli impatti del riscaldamento globale stanno mettendo in pericolo la produzione dei prestigiosi vini francesi.
Il recente rapporto di Greenpeace “Impacts of Climate Change on Wine in France” denuncia infatti come, con un aumento delle temperature oltre i due gradi centigradi,
“Per i viticoltori francesi l’impatto sulla produttività dovuto a siccità, ondate di calore e temporali sempre più intensi è già una realtà.- Spiega Anaiz Parfait, responsabile della campagna clima di Greenpeace Francia. - L’aumento delle temperature ha già provocato un aumento di zucchero e della gradazione alcolica che possono modificare la complessità aromatica dei vini francesi”.
“Se non agiamo ora l’umanità e il nostro patrimonio culturale sono condannati- afferma Francesco Tedesco, della Campagna Clima di Greenpeace Italia - dobbiamo tutti far sentire la nostra voce, o lasciar ‘parlare’ il nostro corpo, per spronare i leader
Secondo l’artista, Spencer Tunick “che si tratti di vino, granturco, riso o grano, le attività agricole sono messe a rischio dai cambiamenti climatici. La natura sta perdendo la capacità di fronteggiare l’aggressività dell’uomo. Con il mio lavoro spero di portare l’attenzione sulla vulnerabilità della nostra esistenza”.
Da oltre 15 anni le opere di Tunick simboleggiano la relazione tra il genere umano e la natura. In tutto il mondo l’artista ha realizzato oltre 75 “body landscape” nel cuore di aree urbane o naturali utilizzando centinaia di modelli completamente nudi. L’artista con Greenpeace aveva già realizzato una istallazione cui avevano partecipato spogliandosi, sui Ghiacciai svizzeri, centinaia di persone. Fonte greenpeace.org
Secondo voi è puro gossip? Farsi pubblicità o vera battaglia politica per sensibilizzare la opinione pubblica e i governi? Di certo esasperare alcune lotte ed estremizzarle significa farsi sentire…. Ci pensate a tutta quella massa di gente che come pinguini si è spostata in Borgogna…ci saranno andati in bicicletta…per non inquinare? Comunque spero che l’azione abbia provocato giustizia alla causa e che non sia solo una patina di mera pubblicità.
Voi che opinione avete sul fatto?
Buon profumo di noce moscata a tutti coloro che passano di qua
Il marmiton Marco Fraschetti…ignorante massaio